Giacomo Leopardi

La poesia e i pensieri di Giacomo Leopardi attraverso una vita di studio e conoscenza.

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La vita del Leopardi

Studio e poesia... Giacomo Leopardi

Giacomo Leopardi nasce nel 1798 nelle Marche a Recanati da una nobile famiglia. Giacomo è il primo di otto figli nato dal conte Monaldo (1776-1847), un uomo studioso, conservatore, buono ma con idee reazionarie e la Marchesa Adelaide Antici (1778-1857), una madre energica, che aveva molto a cuore la dignità della famiglia e le convenzioni sociali. I primi studi di Giacomo furono seguiti, per tradizione familiare, da due precettori ecclesiastici che lo fecero studiare secondo i metodi della scuola gesuitica. Giacomo studiò con loro, non solo filosofia, teologia, latino ma ricevette anche una buona formazione scientifica.

Facendo una visita a Recanati si può notare alla mostra degli oggetti di Leopardi, che il ragazzo durante i suoi studi che si svolgevano all’interno del nucleo familiare, si distingueva con i componimenti letterari che donava al padre durante la festa del Natale e la stesura di quaderni curati e scritti con una calligrafia ordinatissima.

Giacomo, comunque intraprese degli studi personali nella fornitissima biblioteca del padre e di altre biblioteche di Recanati.

La prima composizione poetica di Giacomo è da considerarsi il sonetto intitolato "La morte di Ettore" scritto nel 1809. Da questo anno in poi inizia la produzione degli scritti chiamati "puerili".

Nel 1812, quando cessò la formazione del poeta da parte dell’abate Sanchini, il Leopardi iniziò i suoi studi personali immergendosi in un periodo di studio assoluto che assorbì gran parte delle sue energie causandogli anche dei gravi danni alla salute. Studiò l’ebraico, il greco, il francese, l’inglese e lo spagnolo e diede vita a diverse opere di grande erudizione.

Verso il 1816, in seguito ad una profonda crisi spirituale, il Leopardi abbandonò l’erudizione e si dedicò alla poesia, studiando i classici e leggendo autori moderni che fecero maturare la sua sensibilità romantica.
Attraverso questi studi e questi approfondimenti, Giacomo riuscì a rendersi dei condizionamenti familiari e delle ristrettezze della cultura di Recanati, cercando di prenderne le distanze.
L’anno dopo instaurò una fitta corrispondenza con con Pietro Giordani e iniziò a scrivere lo "Zibaldone"; sempre in questo periodi si innamorò di Geltrude Cassi e le dedicò la poesia "Diario del primo amore" e "L’elegia prima".

Nel 1822 i genitori gli concessero di andare a visitare un cugino a Roma ma la capitale lo deluse e l’ambiente letterario gli apparve mediocre.
Nel 1823 Leopardi fece ritorno nelle Marche e iniziò a scrivere le "Operette Morali".
Nel 1825 Giacomo lasciò Recanati e iniziò una collaborazione con l’editore milanese Stella. Andò a Milano, Bologna, Firenze e a Pisa.
Nel 1828 ritornò a Recanati ma nel 1930 si trasferì a Firenze e vi si stabiliì. A Firenze iniziò una nuova vita fatta di rapporti sociali più intensi.

La sua malattia agli occhi si aggravò e nel 1833 si trasferì a Napoli con l’amico Antonio Ranieri.
Morì a Napoli il 14 giugno del 1837 ma le sue opere e la sua poesia è ancora viva ai nostri giorni.


Puoi approfondire la sua vita e le sue opere nei seguenti siti:


 

P.P. 

 

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