La mia città è Siena. Non è facile descriverla in poche righe, pur essendo di modeste dimensioni essa è ricchissima di storia e di contenuti. Non solo dal punto di vista artistico è un gioiello, ma anche secondo un criterio di valutazione sociologico, essa si pone come esempio, direi unico, di convivialità e comunità coesa e armoniosa.
La nostra cittadina medievale sorge su tre colli, già a ricordare un’altra famosa città, la prima del mondo, che nasce su sette alture. Anche Siena ha come simbolo la lupa romana, ma essa allatta Ascanio e Senio, anziché Romolo e Remo.
Siena non è museo splendido da visitare, è città viva. La televisione ci presenta questo ameno sito durante i giorni dello spettacolo sul tufo, quando i destrieri battono i loro zoccoli nella stupenda nicchia sotto la Torre del Mangia, mentre in lontananza le crete ardono sotto il sole della campagna colà ove nasce il latte d’uva. Ma a Siena non conta lo spettacolo offerto dalle telecamere, anzi il senese nei giorni del Palio è particolarmente nervoso, la vera essenza di Siena la si coglie nei giorni dell’anno, quando le vie continuano a esser abbellite da alfieri che muovono per 365 giorni di seguito i loro drappi di seta, quando nelle 17 contrade, nelle quali Siena non è divisa ma unita, i fanciulli crescono come in una grande famiglia, i contradaioli si ritrovano a giocare a tombola e a festeggiare tutte quelle ricorrenze tipiche del calendario di ogni rione.
I palazzi duecentesci e trecenteschi sono meravigliosi, le chiese, presso le quali i cittadini si riunivano e si davano soccorso l’uno con l’altro hanno del sublime, nella loro magnificenza per lo più gotica sono splendide.
La pietra serena emana un profumo di storia e di vitalità continua.
Il Duomo (XII sec.), Santa Caterina e San Domenico, i Palazzi Tolomei (XII sec.), Chigi Saracini (XIV sec.), Bonsignori (XV sec.) sono delle vere perle.
Scultura e pittura, oltre all’architettura sono fiori all’occhiello, basti citare la fonte battesimale di Jacopo della Quercia, o nel Palazzo Pubblico, il ‘Guido da Fogliano’ di Simone Martini.
Abbiamo anche musei eccezionali, primo fra tutti il ‘Sana Maria della Scala’, ma va citata anche la ‘Pinacoteca Nazionale’ che espone opere assai importanti.
Nel 1995 il centro storico di Siena è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.
La Contrada
La Contrada è nucleo fondamentale della città. In essa i fanciulli compiono uniti il loro percorso di crescita, i giovani a trascorrere insieme le ore, gli adulti a condividere la vita.
In Contrada ingegnere e fornaio hanno pari valore, si lavora tutti insieme, al fine di andare verso l’obiettivo comune di aiutare il prossimo e convivere gaiamente ogni esperienza.
Continuamente la vita del rione richiama il popolo all’interno dei locali della Contrada, dove si tengono cene, ritrovi, ora per giocare e dilettarsi o anche per intraprendere attività di ricerca, lavoro comune.
In Contrada si nasce e si muore: viene esposta una bandiera col fiocco rosa o celeste per il lieto evento, fino a quella abbrunata col drappo nero a mezz’asta.
Quando sei all’ospedale i contradaioli ti vengono a trovare, i contatti sono continui e non sei mai solo, perché Siena continua a scrivere le sue pagine giorno per giorno.
↑ Incorpora il feed di Roma-Servizi nel tuo sito o nel tuo blog! ↑