Mi avevano parlato molto bene di Firenze e finalmente un giorno ho potuto constatare di persona.
Sono abituata alle "bellezze di Roma" che a mio parere sono insuperabili e non pensavo che una città molto più piccola, potesse sorprendermi ed emozionarmi come ha fatto la bella Firenze.
A Firenze si respire un’aria particolare; l’odore del cuoio che esce dai negozi, il sapore delle buone pietanze, il bellissimo Duomo, il Ponte Vecchio, le stradine piene di bizzarre bancarelle che sanno di antico... e quel simpatico accento Toscano.
Tutto questo mi riporta indietro nel tempo, dove le antiche strade di Firenze erano percorse dall’Arte in persona.
Subito mi viene in mente un grande personaggio, Michelangelo Buonarroti, che ha lasciato un impronta importante nella città di Firenze. Avevo visto le sue opere sui libri, avevo letto di lui e l’avevo profondamente ammirato ma l’effetto dal vivo è comunque una grande sorpresa.
Immersa in questi pensieri mi dirigo agli Uffizi, dove c’è in mostra una sola opera del Buonarroti.
Il palazzo degli Uffizi oggi ospita una delle più illustri raccolte d’arte del mondo.
Posso finalmente vedere dal vivo i capolavori di Cimabue e di Giotto esposti nelle prime sale; in seguito trovo il Masaccio, Piero della Francesca, Paolo Uccello, fino ad arrivare alle sale del Botticelli, dei fiamminghi e del grande Leonardo da vinci.
Sono li come una bambina golosa di fronte ad un grande gelato che continuo il mio percorso.
La galleria sembra immensa ed ecco che mi passano davanti agli occhi le opere eccellenti del Correggio, di Raffaello e del Tiziano.
Sempre più appagata da quello che vedono i miei occhi mi trovo finalmente a contemplare un’opera del Buonarroti: "La Sacra Famiglia" dipinto per le nozze di Angelo Doni e Maddalena Strozzi (per questo il nome di "Tondo Doni") e come per ogni opera di Michelangelo tutto sembra vivere. I colori si fissano sul legno creando corpi in movimento tra luci e ombre. Le sue opere sono cariche di energia, di passione, direi quasi esplosive.
Nelle ultime sale si passa al "Seicento" con altri grandi artisti come Rubens, Carracci e Caravaggio.
Finito il percorso esco dagli uffizi e mi sento come se avessi fatto uno strano viaggio, vedere tutte quelle opere d’arte insieme mi ha un po’ frastornata e faccio fatica per tornare alla realtà. Vago un po’ per le vie di Firenze il tempo di riprendermi e decido di visitare l’Accademia delle belle Arti dove c’è il famosissimo Davide di Michelangelo.
In fondo alla lunga sala mi appare l’enorme statua e mi sento quasi schiacciata dalla sua imponenza.
La guardo da tutte le angolazioni possibili e gli giro intorno pensando che è bellissima; le sue mani ed i suoi piedi di una proporzione esagerata la rendono ancora più maestosa. Lo sguardo e la lieve contorsione del busto sembrano cogliere proprio il momento in cui il Davide sta pensando a cosa fare, nello stesso istante si sta muovendo per farlo e la sua espressione sta già un passo avanti, quando tutto è accaduto.
Faccio qualche passo indietro e mi fermo ad osservare i colossi marmorei appena sbozzati, che fanno parte del periodo del "Non finito" di Michelangelo.
Sono sculture appena accennate, dove non si distinguono bene i tratti del volto, dove il corpo non è completo e sembra quasi soffrire e tendersi per uscire fuori dal marmo.
Vado avanti e mi trovo a contemplare la "Pietà di Palestrina"; il dramma di quel marmo appena sbozzato va oltre ogni descrizione di dolore che può dare una poesia, una pittura o una scultura tecnicamente perfetta.
Un’opera d’arte secondo me va ammirata in silenzio, i commenti e le critiche sono spesso superflue.
La magia che rende l’arte tale, probabilmente non si può spiegare, per questo non è sempre detto che un grande pittore sia un’artista e viceversa.
L’Arte provoca emozioni dirette che non puoi motivare, arriva dritta all’anima...
Vi consiglio di visitare una città come Firenze perchè può essere una vera sorpresa per tutti.
P.P.
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P.P.
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