Com’è naturale che accada, attraverso gli anni, il mondo si trasforma.
Viviamo in una società assai complessa e sono nuove le istanze e le necessità di colui che cresce.
Tuttavia, di fronte a una ricca letteratura pedagogica e psicologica, che studia a fondo le problematiche, non assistiamo parimenti a un adeguato processo di evoluzione legislativo, così scuole materne, elementari e medie non paiono adeguate al loro ruolo.
Nella società dell’informatica e della telematica, ad esempio, si parla di chip e di transistor, microelettronica e di tecnologia avanzata, ma non si medita sulle potenzialità educative di questi mezzi, anzi se ne fa un uso quanto mai mirato ad altri fini.
E’ su queste pagine che voglio promuovere una nuova cultura dell’infanzia, con il ritorno a cogliere la grandezza dei vecchi valori: come l’amore materno e insegnanti che prima di ogni cosa lavorano col cuore.
Nella società complessa non esiste più un modello dominante di riferimento, né le famiglie e le istituzioni, paiono farsi carico dei loro doveri nei confronti dei fanciulli.
Come cambiare? Cosa fare?
Ognuno può cominciare nel suo piccolo mondo, prima di tutto riproponendo le antiche fiabe ai piccoli, tornando a presentare loro dolci bambole con gli occhioni allegri, anziché modellini di bombe e mostri orripilanti.
Non esiste infatti congruenza psicologica nell’atto educativo di oggi, non ci sono intenzionali progetti a cui mirare: spesso negli asili e nelle scuole mancano le competenze.
Le falsarighe moderne, tendono infatti a costruire un bambino che fa parte del circolo vizioso del mercato, affinché egli sia un possibile acquirente e diviene soggetto da sfruttare, che compra giochi ed è utente di televisioni.
Manca totalmente la flessibilità necessaria a offrire invece al giovane esperienze qualificanti, si studia per seguire strade che vedono la crescita di piccoli con comportamenti prefigurati, così come fanno comodo al sistema.
Viviamo insomma in una società complessa che invece di offrici tante possibilità a disposizione degli uomini, rende le persone al servizio di essa.
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