Perché accollarsi l’incarico di portar i bambini a zonzo per l’Urbe quando potrei passare la domenica a seguire la partita e incollarmi davanti allo schermo con 90° Minuto?
E’ presto detto!
A parte il fatto che parliamo della più bella città del mondo, condurre i propri pargoli per Roma regalerebbe loro un’infinità di acquisizioni, crescita, conoscenza. Vediamo perché…
Innanzitutto possono imparare a vivere la città, a leggere nelle vie, nei monumenti e nelle pietre che fanno parte di una comunità di persone, qualcosa di più di una semplice società.
Non siamo semplici formiche che lottano per il seme, ma uomini che vivono all’interno di un sistema: …e qui va sottolineato il famoso orgoglio della romanità che da secoli arricchisce i cittadini della capitale.
Tra gli archi del Colosseo si può richiamare alla mente il ricordo dei ludi, si può spiegare del loro senso, si possono fare paragoni con l’attuale controllo del popolo che viene fatto tramite i mass media, anche i più piccoli possono comprendere quanto importante sia verificare quanto è accaduto nel passato e scoprire che tra le mura, c’è qualcosa di più di un semplice ambiente fisico, ma una coesione umana che ci rende parte integrante dell’esperienza di convivere in luoghi dove altri hanno già avuto esperienze che ci possono guidare.
Occorrerebbe fare più attenzione alla stupendevolezza e alla magnificenza di Roma, che insieme al suo caos e al traffico ci offre il Gianicolo, Trinità dei monti, il Pantheon, Piazza san Pietro.
Si va dallo spettacolare Arco di Costantino, che ci narra della guerra contro i Daci, alla Michelangiolesca scalinata del Campidoglio, per rimanere a Bocca aperta non appena stati al Colosseo.
Roma è per il bambino, ma anche per il grande, una continua fonte di stimoli. Anziché essere bombardati dai messaggi pubblicitari della tv, anziché essere sedotti dai bisogni indotti, passivi in casa, è meglio uscire e godere, prima di tutto della possibilità di dividere con il cuore le ore familiari e poi per poter usufruire della eccezionalità che è a portata di mano.
Sono più di mille le occasioni per soffermarsi a narrare ai piccoli di gesta notevoli, di leggende con fondo di verità, di storia.
La fontana di Trevi ci fa vedere le sculture del dio Oceano e mostrando il suo cocchio a forma di conchiglia, trainato da due bei destrieri, si può cominciare a narrare sin dalla creazione.
I giovani impareranno tanto, non ultima sarà importante l’acquisizione del concetto fondamentale di rispetto dell’ambiente, perché è da qui che comincia la civiltà di un popolo e in una situazione di allerta globale, con il pianeta che chiede giustizia davanti ai capi del petrolio e agli scarichi pestilenziali delle produzione industriali, mentre la massa fagocita porcheria, c’è davvero da preferire una bella passeggiata sui sampietrini, per cogliere l’effetto che fa vivere Roma e aiutare i figli ad amarla con tutto il cuore.
Persino le scuole dovrebbero occuparsi di sfruttare le potenzialità educative della città, proponendo settimanali gite in visita a parchi e monumenti, musei e chiese, perché l’educazione dei bambini dovrebbe partire proprio dal luogo nel quale vivono.
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