Paure dei bambini

Un sentimento di paura normale è benefico ma le paure irrazionali vanno vinte.

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Le tante paure dei più piccoli

di Roberto Bianchi pedagogista e scrittore

L’argomento paure, riferito ai bambini, è vastissimo e vedremo di trattarlo con attenzione nonostante la necessaria brevità che richiede una pagina Web.

La paura è definibile come un sentimento naturale di difesa, che dipende dall’istinto di conservazione, davanti a un pericolo o a un imprevisto.
La paura tuttavia va superata, altrimenti, se l’essere in età evolutiva rimane intrappolato nel turbamento, non riesce a crescere e la normale paura diviene fobia.

A seconda, non solo dell’età, ma del percorso formativo del giovane, gli stadi sono differenti. C’è chi supera la paura del buio in breve tempo, chi riesce ad accettare che non c’è angoscia nel rimanere senza la figura genitoriale durante un certo periodo della giornata già in età prescolare, i problemi vanno analizzati a seconda dei diversi aspetti che rendono ogni piccolo unico e irripetibile.

Tuttavia, se un sentimento di paura normale è benefico, in quanto rende consapevoli di un certo rischio, le paure irrazionali vanno vinte.
E’ bene preoccuparsi che le nostre azioni abbiano delle conseguenze, ma non tutto deve turbare il bambino. Nelle prime fasi della vita, l’immaginazione prevale sulle sensazioni reali ed è per questo che primo strumento per aiutare il giovane a superare le paure, è proprio quello di usare la fantasia per accompagnarlo nel percorso evolutivo. Ecco che per vincere la paura del buio, essendo attraverso la favola, il linguaggio, capace di essere compreso dal fanciullo, ecco che potremmo raccontare di due destrieri, uno bianco che rappresenta la luce e uno nero che simboleggia il buio.

Faremo apparire come salvatore del principino disperso nel bosco, proprio il cavallo morello, così che il temuto color corvino diviene emblema dell’animale nobile ed eroico.
Molte paure a volte sorgono per errori dello stesso mondo adulto che propone mostri, streghe e robot cattivi e se nelle antiche favole si trattava solo di metafore inerenti al trionfo del bene nella lotta contro il male, attualmente si narra di vicende che finiscono malamente.
Anche la paura della divisa, del camice, dell’uniforme, nella seconda infanzia, deriva da minacce a volte usate dai genitori che spaventano i piccoli con moniti del tipo: adesso chiamo la guardia.

Per superare le paure, che durano per altri aspetti nell’età adolescenziale, con problemi relativi per esempio alla crisi d’identità, o alla paura della fine e della morte, occorre essere vicini ai nostri figli.
Per controllare la paura, un buon mezzo è l’educazione sportiva che insegna a fronteggiare con destrezza ogni ostacolo e permette di acquisire sicurezza.

Uno dei problemi più frequenti nei piccoli d’oggi è proprio quello di non sentirsi all’altezza della situazione, noi dobbiamo essere consapevoli di dover sorreggere il fanciullo nell’acquisire coscienza dei suoi mezzi.
Frustrazioni e stati depressivi si vincono superando il turbamento, basta a volte anche un attrezzo ludico per coadiuvare nell’acquisizione del concetto che disponiamo di capacità e che a volte i nostri sforzi ci rendono abili a combattere l’eventualità.

Il professor Mosso diceva ai suoi allievi durante le sue storiche lezioni di educazione fisica: “La paura è una malattia dalla quale bisogna guarire: l’uomo intrepido può sbagliare qualche volta, chi ha paura sbaglia sempre!”

 

 

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