La scuola è per definizione un’istituzione formale atta a educare. Purtroppo le competenze e soprattutto la deontologia professionale non sempre sono all’altezza della situazione nell’attuale panorama, con insegnanti che molestano i fanciulli e la mancanza di adeguati supporti, nonostante il corpo insegnante dovrebbe per istanza essere provvisto di figure come quelle del pedagogista e dello psicologo.
A volte noi genitori abbiamo paura a mandare i nostri figli a scuola, essi tornano spesso, anziché confortati dalla figura del loro insegnante, impauriti oppure delusi dai momenti che dovrebbero essere comunitari.
Il tutto non aiuta a far crescere gli alunni, anzi può tarpare a essi le ali, o peggio, instradarli attraverso vie poco felici.
Innanzitutto la condizione principale affinché la scuola possa essere ritenuta tale, è che essa deve aiutare i giovani nel loro percorso evolutivo e siccome questo non avviene, se non grazie alla buona volontà di pochi maestri o professori, che per preoccupazione personale, si adoperano a tal fine, dobbiamo ritenere inadatta al suo fine la scuola italiana.
La scuola è un’istituzione relativamente recente ma il bisogno di educare i piccoli sussiste da sempre ed è antico quanto l’uomo.
Ai tempi dei tempi, si usavano attorno al fuoco, narrazioni epiche di gesta da emulare, ci si presentava innanzitutto con il proprio esempio ai giovani.
Prima di ogni cosa il padre cacciatore diveniva un modello per il figlio che poi cercava d’imitarlo.
Proprio questo è uno dei concetti fondamentali che l’insegnante deve comprendere.
Egli non fa scuola solo attraverso la matematica e l’analisi logica o la storia, è bensì prima di tutto una persona che si pone innanzi al giovane con la sua figura, il modo di parlar, la cortesia, il garbo, l’affabilità e attraverso la sua immagine principalmente funge da modello.
In epoca attuale, riguardo ai doveri educativi vengono meno diverse istituzioni, dai mass media fino a coloro che dovrebbero governarci a prò dell’intera nazione, purtroppo, spesso per mancanza di tempo, persino le mamme hanno da dedicare così tante ore al lavoro che sono impossibilitate dall’educare come una volta, all’epoca in cui si stava peggio, ma per tante cose era meglio.
Il sapere scolastico è diverso da quello che si può acquisire per esperienza diretta, ma l’esperienza diretta la si fa lo stesso anche sui banchi di scuola, pertanto attraverso questo articolo s’invita a riflettere sul fatto che in aula i fanciulli dovrebbero soprattutto poter imparare a convivere col prossimo, potrebbero godere della possibilità dello stare insieme e di condividere il cammino.
Non è una visione molto rosea dover rimpiangere i momenti della grande Montessori, colei che ci parlava di una Casa Del Bambino, nella quale egli imparasse soprattutto a vivere prima ancora che a sapere.
Specialmente in epoca attuale, con il computer e simili mezzi che ci aggiornano riguardo alle discipline di studio, continuamente, ciò infatti che soprattutto manca non sono le conoscenze ma l’educazione alla vita comunitaria.
La scuola dovrebbe innanzitutto insegnare ad amar sé stessi, il prossimo, la famiglia e la vita, nei suoi colori e coi suoi profumi, perché il mondo visto col cuore appare tutto sotto a un’altra luce.
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