Attraverso i segni grafici, nella storia, l’uomo si è distinto come animal symbolicum, ovvero ciò che veniva e viene scritto, acquisiva e si caratterizzava come vergato per sempre. La stessa storia, del resto ha necessità di essere redatta per essere poi letta nei libri. Scrivere permette di fissare nero su bianco concetti, storie, sentimenti, riflessioni, emozioni, fa si che si possa ben trasmettere il nostro pensiero, non solo all’altro ma persino nel tempo.
Per il bambino scrivere può essere qualcosa di estremamente importante, sia per chiarire a sé stesso chi è e cosa stia vivendo, sia per la peculiarità creativa offerta dall’atto stesso di esplicare ed esporre i propri pensieri su un quaderno. Innanzitutto colui che educa, principalmente quindi l’insegnante e i genitori, potrà fare rilevante uso di ciò che legge sul quadernino del piccolo, per comprendere il fanciullo ma anche per poter notare eventuali problematiche. Al giorno d’oggi i canali attraverso i quali si può scrivere sono molteplici: oltre alla classica penna abbiamo la tastiera, internet, persino sul cellulare si scrive. Esistono laboratori di scrittura anche in rete, preparati con filastrocche per i più giovani, con colori figure e belle rime, ci sono giochi con le parole e fiabe da costruire.
Gianni Rodari è sicuramente uno dei più noti assertori della valenza formativa della parola. Egli offriva un termine, un concetto, agli amati discenti e di lì nascevano racconti o novelline, in un trastullo che gratificava molto i bambini che si sentivano di costruire. Purtroppo spesso la scuola, intesa come formale istituzione, propone la scrittura come una costrizione e il piccolo non impara ad apprezzare quanto invece potrebbe essere godibile tale atto. I laboratori di scrittura creativa permettono lavori a 4, 6 e anche più mani, con collaborazioni e scambi assai utili nel processo formativo. Altresì a casa possiamo aiutare i nostri figli ad amare l’attività scrittorea, magari mostrandoci interessati da quanto il nostro virgulto scrive, proponendo argomenti, incentivando a esprimere su carta un pensiero derivato dalla visione di un cartone animato o di un telefilm. Innanzitutto dobbiamo coinvolgere e farci coinvolgere. Il banco scolastico rende tutto più conformistico, mentre a casa si può motivare all’apprendimento con altre scappatoie. L’utilizzo guidato della rete può accompagnare il fanciullo, che in internet ha la possibilità di trovare siti dedicati ai giochi di parole con percorsi interattivi: il tutto proposto come gioco.
Molteplici sono tuttavia i divertimenti che possiamo offrire al giovane: trasformare una parola in una di diverso significato con lo spostamento di una lettera e magari ridere per il cambiamento avvenuto di senso. Si può giocare con gli anagrammi e una cosa che piace molto ai piccoli è usare parole per comporre barzellette e cogliere il lato umoristico della vita. Sull’web infatti non ci si limita solo a leggere, ma il piccolo può divenire vero artista e comporre, scrivere e collaborare con altri piccoli: ce n’è per tutte l’età scolari. Il linguaggio ipertestuale della rete sarà strumento che aiuterà moltissimo e anziché usare malamente le tante potenzialità dei mezzi moderni, troveremo in esso un grande supporto nel nostro difficile, ma appagante ruolo, di genitori.
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