Antica quanto l’uomo è l’origine della fiaba.
Probabilmente già davanti al fuoco, quando i nuclei familiari vivevano di raccolta e caccia presso le caverne, i fanciulli venivano instradati a emulare il babbo o la genitrice, mentre si narrava loro di gesta e lavoro, attraverso racconti fantastici e la magia dell’immaginazione.
Nelle varie epoche, dai riti di passaggio alle fiabe dell’era moderna, sempre si è operato per regalare patrimonio di saggezza e sapienza, per educare attraverso la favola il giovane.
Propp ci ha illustrato con i suoi dotti studi la valenza culturale della trasmissione orale e di quella scritta, Piaget ha descritto l’importanza del fantastico per l’essere in età evolutiva, Bruno Bettelheim ha approfondito l’esigenza di comunicare attraverso l’incantato e il fatato, sino a giungere alla nostra epoca, con i giovani che possono fruire di vari tipi di messaggi, attraverso cd, dvd, Tv , cinema e videogames.
Tanti sono gli stimoli che possono sollecitare i ragazzi ad acquisire virtù o peculiarità positive, sia per scoprire il mondo e quindi per una crescita personale, sia per trovare una falsa riga da loro tanto richiesta e da seguire, in un momento storico paradossalmente povero di valori, nonostante sia l’epoca della comunicazione.
Fondamentale è adoperare gli strumenti pedagogici sempre vivi sotto al sole e quindi soprattutto far uso di tanto amore.
di Roberto Bianchi pedagogista e scrittore
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