Le sento, le ascolto e le leggo. Parole pensate e dette e parole scritte. Mi arrivano talvolta in modo forte e potente e in certi momenti la forza diventa violenza. Le parole, però, sanno essere anche dolci e quelle mi accarezzano l’anima. Ma cosa rimane delle parole? Le parole sono importanti e bisognerebbe imparare ad amarle come oggetti preziosi. Le parole hanno un significato che può racchiudere un pensiero profondo o un giocoso esercizio di suoni. In ogni caso rimane sempre qualcosa ed è per questo che le parole devono essere investite del significato che le fa vivere perché il loro compito è quello di dire qualcosa. Delle parole rimane il suono e il significato e se sono sussurrate o strillate quello che rimane cambia aspetto. Delle parole rimane il sentimento e rimane la sensazione. Il calore o il gelo, l’allegria o la tristezza, l’amore o l’odio e rimane anche il colore. Chi non può vedere le immagini vede il colore delle parole, ne sente il profumo e può perfino toccarne i lati appuntiti o dolci. Chi non può sentirle può vederne la forma, può leggere i segni scuri sul foglio bianco, può immaginare il suono della grafia e cogliere il colore del pensiero.
Tutto rimane delle parole, il mondo costruisce le sue strade sopra queste affascinanti pietre calpestabili.
Patrizia Pisano 16 - 12 - 2009
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