Edvard Munch nasce a Löten (Norvegia) nel 1863. Si forma nella Scuola Reale di Disegno do Oslo, un ambiente molto influenzato dalla pittura francese.
Nel 1885 fa il suo primo viaggio a Parigi.
Nella mostra a Berlino del 1892, il suo stile piuttosto “duro” fa scandalo.
Munch si fa interprete della problematica e del pessimismo esistenziale dell’essere umano, con un linguaggio duramente espressivo.
Egli esprime l’avversione per la morale convenzionale, per i pregiudizi e l’ipocrisia borghese esente la forza della modernità nel comunicare i grandi messaggi sui temi essenziali della vita, dell’amore e della morte.
L’artista esprime il tema della solitudine, del difficile rapporto di amore e sopraffazione tra uomo e donna, attraverso tratti ispessiti, continui e dinamici, che formano delle onde e dei vortici, i suoi colori sono in contrapposizione e non rispecchiano il reale.
Tra il 1892 e il 1908 realizza le sue opere più celebri in vari originali e in incisioni, che aprono la strada alla secessione di Berlino e all’espressionismo.
Patrizia Pisano
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