La tavolozza è coperta di colori ad olio appena spremuti dai tubetti. Colori ancora freschi e brillanti che rendono opera lo stesso strumento che le darà vita.
L’effetto è immediato; l’occhio ne rimane affascinato e l’osservatore percepisce una sensazione fisica, un senso di gioia, di pienezza come fosse appagato da un buon appetito, degustando un piatto di golosità gastronomiche. I colori della tavolozza potrebbero anche, stuzzicare un certo tipo di palato, come fa un cibo molto piccante o far provare una sensazione di calma rinfrescante.
L’impressione che si prova di fronte ai colori della tavolozza, può essere superficiale e non creare sensazioni durature in persone poco sensibili. La sensazione può durare il tempo di uno sguardo e svanire subito dopo aver spostato gli occhi altrove. L’effetto fisico che il colore scaturisce può essere molto breve. Quando l’osservatore è più sensibile, anche un approccio molto veloce, uno sguardo meno attento può suscitare delle sensazioni più profonde e diventare un’esperienza del colore.
Capita, in età adulta, di non stupirsi più per le cose già scoperte, per tutto quello che è già stato oggetto del nostro sguardo o che abbiamo conosciuto attraverso l’esperienza diretta o indiretta. Quando la conoscenza si somma nel nostro cervello, il mondo che crediamo di aver già visto e vissuto perde ogni incanto. È come se oggetti ed esseri, perdessero valore.
C’è, però, uno stato superiore al quale l’essere umano si può elevare e solo in quel modo si può allargare la percezione delle tante qualità e del valore interiore che oggetti ed esseri hanno in sé.
I colori funzionano nello stesso modo. Attraverso la poca sensibilità, il colore viene percepito per un tempo breve e l’effetto fisico rimane superficiale; sparisce nel momento in cui lo stimolo non c’è più. Succede in modi diversi per ogni colore perché anche l’effetto superficiale può avere tempi diversi e dare stimoli diversi se ci si trova, per esempio, di fronte a un rosso o a un giallo-limone o al blu, azzurro o verde. Il verde può regalare una sensazione di riposo all’occhio dell’osservatore e il rosso può renderlo irrequieto. Questo effetto elementare può provocare, un effetto più profondo, che rimane nel tempo, quando la sensibilità raggiunge uno stadio più evoluto. Può emergere, in quel caso, una forza più profonda del colore, una forza che può emozionare l’anima. Le percezioni fisiche provate al semplice stimolo della vista possono diventare la strada che il colore percorre per arrivare all’anima.
Patrizia Pisano Febbraio 2010
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