Astrattismo

L'astrattismo, l'arte del novecento e Kandinskij... il linguaggio delle emozioni cromatiche.

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L’Astrattismo e Kandinskij

Astrattismo nell’arte del novecento

Nel 1909 e nel 1910 vengono organizzate delle mostre a Monaco, dalla Nuova Associazione degli Artisti, che danno modo di mettere a confronto le varie tendenze d’avanguardia che si andavano manifestando nella scena europea.
Il presidente Kandinskij (1866-1944), nella seconda esposizione, presenta quei concetti che saranno la base, l’anno seguente, del movimento Der Blaue Reiter.

Al posto dello scatenamento di emozioni sulla tela, attraverso l’uso del colore aggressivo e la deformazione fisica, egli propone, come fine della pittura, la funzione purificatrice dell’istinto, per manifestare l’essenza spirituale della realtà.

Il concetto di pittura di Kandinskij è differente da quello di marca espressionista della Die Brucke anche per l’affermato distacco tra arte e società, dove, preso atto della brutalità del mondo, l’artista doveva ripiegarsi esclusivamente sul proprio Io.

Kandinskij nel 1908 sostiene che “l’oggetto nuoce ai quadri” e due anni dopo si ritrova a dipingere il suo primo acquerello astratto, rinunciando ad ogni tipo di rappresentazione del reale.

L’artista si giustifica sostenendo che più la realtà diventa spaventosa, tanto più l’arte diventa astratta.

Il processo di astrattismo ritrova le sue origini nel simbolismo con composizioni evocative di suoni, odori, sensazioni.

Anche lo Jugendstil, di cui i paesi tedeschi erano stati centro propulsore, proponeva un uso della linea tendente all’astrazione, al decorativismo, all’arabesco, dove la rappresentazione del reale era messa in secondo piano.

L’evoluzione dell’astrattismo, in area tedesca, è sostenuta dalla pubblicazione del saggio "Astrazione ed empatia" del 1908, dove si tratta la tendenza ad evocare la realtà mediante forme simboliche, colori e linee che influenzano psicologicamente chi guarda l’opera, quindi la possibilità di comunicare, attraverso un linguaggio astratto, dei significati propri, indipendenti da quelli degli oggetti, significati non manifestabili in altri modi.

Spetta a Kandinskij la più felice espressione dell’astrattismo e il suo profilo teorico.
L’artista, nato a Mosca e morto a Parigi, è in stretti rapporti con l’avanguardia francese e con quella berlinese. È influenzato da Goethe con la riflessione sul concetto di pittura come linguaggio delle emozioni cromatiche e dalla nostalgia per l’arte popolare Russa primitivista e per i motivi fiabeschi.

Nasce l’Astrattismo...

di Patrizia Pisano 

 

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